A Sarnano si va a scuola anche d’estate, ma per fare sport
"LO SPORT: UN DIRITTO PER TUTTI"
È questo il titolo del progetto pilota del comitato regionale del Comi che si svolgerà a Sarnano.
La città, infatti, è stata individuata come sede del progetto.
“Si tratta di una novità assoluta - spiega il sindaco, Franco Ceregioli - , tenere aperte le scuole anche d’estate, ma solo per praticare lo sport. Questa è l’idea alla base del progetto sociale messo a punto dal Cnoi e che verrà realizzato grazie alla sinergia tra il Comitato Regionale del Coni e l'assessorato allo sport del Comune di Sarnano“.
I giovani, utilizzando le strutture scolastiche del territorio, da sempre luoghi ideali di aggregazione e confronto, durante la settimana potranno praticare più attività sportive gratuitamente, divisi per fasce di età e sotto la supervisione di tecnici altamente qualificati e preparati, tutti laureati in scienze motorie.
Il progetto pilota di Sarnano, destinato a bambini e ragazzi dai 5 ai 14 anni, prevede cinque moduli settimanali, tutti gratuiti, che si svolgeranno dal lunedi al venerdì dalle ore 8:30 alle ore 12:30 nella palestra della scuola secondaria di primo grado e l'adiacente campo sportivo della Vittoria.
“Il progetto - prosegue il sindaco - è destinato ai bambini e ragazzi di Sarnano e dei comuni limitrofi e nei prossimi giorni verranno comunicate le modalità di adesione (che potrà essere per uno o più moduli, evidenziando che ogni modulo settimanale verrà attivato al raggiungimento della soglia minima di 50 partecipanti).
L'auspicio è quello di vedere una grande partecipazione dei nostri bambini e ragazzi a questa bellissima occasione che viene offerta al nostro territorio, nella consapevolezza della funzione formativa ed educativa dello sport”.
Cingoli, riaperto il ponte tra i più sicuri al mondo
Questa mattina il taglio del nastro per la completa riapertura del viadotto Moscosi di Cingoli, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giancarlo Giorgetti.
Grande la soddisfazione del primo cittadino, Filippo Saltamartini, che ha deciso di portare avanti questo progetto fin dai primi mesi dopo il sisma.
"Oggi la riapertura di questo grande ponte, a meno di due anni di distanza dalle scosse che lo hanno danneggiato – dice il sindaco - . Sugli altri ponti del cratere i Comuni sono ancora al progetto preliminare, figuriamoci quanto tempo ci vorrà. La nostra opera, invece, non ha avuto contestazioni e si conclude in modo assolutamente positivo. E' stato risparmiato il 20% sul progetto, il 10% sull'opera iniziale messa a gara, non ci sono riserve, non ci sono stati conflitti.
Si tratta di un progetto studiato a Ginevra e considerato, per resistenza sismica, uno ei ponti più sicuri al mondo.
Grande motivo di soddisfazione – prosegue il primo cittadino - . Se il Comune di Cingoli non si fosse presentato come soggetto attuatore staremmo ancora aspettando come gli altri centri del cratere. La storia è nota, il problema è che questo ponte. prima del sisma, aveva dei vizi strutturali, il Comune aveva ricevuto degli indennizzi ma non eravamo riusciti intervenire. Poi è arrivato il sisma e io ho fronteggiato una dura conflittualità con la Regione. Quale Comune, in Italia, fa interventi su un ponte di questa grandezza. Noi, oggi, lo abbiamo portato a termine".
Si tratta di una struttura lunga mezzo chilometro, sostenuta da pilastri ci 50 metri.
Era stato gravemente danneggiato dalle scosse che si sono susseguite dal 24 agosto 2016 ed era stato chiuso al traffico dal 30 novembre dello stesso anno, per essere riaperto in una sola corsia nel mese di settembre 2017.
Giulia Sancricca
La prima pietra del nuovo asilo di San Venanzio
Una giornata di festa a Camerino per la posa della prima pietra del nuovo asilo "Maria Ausiliatrice", la scuola paritaria della parrocchia di San Venanzio, che sarà realizzato in località Fonte San Venanzio, nel quartiere San Paolo, in uno spazio adiacente l'area Sae delle Cortine. Protagonisti della giornata i bambini della scuola che, dopo aver aperto la cerimonia cantando l'Inno di Mameli, hanno simbolicamente posato la prima pietra insieme al sindaco Pasqui, all'arcivescovo Brugnaro, al rettore di Unicam Pettinari.
"Un giorno atteso e desiderato, un giorno di grande speranza – le parole di don Marco Gentilucci, parroco di San Venanzio e direttore della scuola – Finalmente riusciamo a realizzare un progetto, un sogno che permetterà ai bambini di avere un futuro più sicuro e stabile. Finalmente raccogliamo i frutti di una generosità che ci ha davvero commosso e a volte anche meravigliato in questi mesi difficili". Una generosità che non ha conosciuto confini, con aiuti che sono giunti anche da privati. Commovente il racconto fatto dallo stesso don Marco dell'offerta di un bambino che ha donato "tutto quello che aveva", 40 euro, frutto delle sue piccole rinunce. La zona in cui sorgerà la nuova scuola vedrà anche il sorgere di un piccolo oratorio, luogo di incontro per giovani, ma anche per anziani. "E' nostro desidero che tale luogo venga vissuto da tutti e diventi un luogo aggregativo per la nostra città", conclude don Marco.

"Questa scuola materna oltre che essere un segno di speranza è anche un segnale di riavvio per quelle iniziative che non sono ancora partite o che fanno fatica ad avviarsi - così l'arcivescovo Francesco Giovanni – Sono molto contento anche per la solidarietà manifestata per questo progetto dai tanti benefattori, che lo sostengono con profondità. Almeno nella volontà e nella beneficenza delle persone notiamo segnali di rinascita. Lo ritengo un segno significativo, perchè lavorare a favore dei piccoli e della famiglia significa operare per il futuro".

"Un asilo al quale sono molto legato per averlo frequentato personalmente e per averlo fatto frequentare a mio figlio – dichiara il rettore di Unicam Claudio Pettinari – Una scuola che ha cresciuto tanti bambini di Camerino nella fase iniziale della loro vita. Pensare che si sta costruendo qualcosa che va a recuperare un'attività educativa importante come la scuola materna ci riempie di gioia, così come ci riempie di gioia vedere che si sta lavorando alacramente per il nuovo campus della nostra università.




SAN GINESIO: Insediamento del Sindaco Ciabocco e del Consiglio Comunale
Grande partecipazione della comunità, ieri, all’insediamento del nuovo sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, e del nuovo consiglio comunale eletto il 10 giugno scorso.
Dopo il giuramento di Ciabocco sulla Costituzione italiana, sono stati nominati gli assessori e assegnate le rispettive deleghe: Daris Belli sarà vicesindaco, con deleghe a Bilancio, Programmazione, Ambiente e Territorio; Giordano Saltari assessore all’Urbanistica e alla Ricostruzione (Sisma); Maria Alessandrini, detta Fausta, assessore ai Servizi Sociali e all’Istruzione; Angela Maria Maria sarà invece assessore esterno con deleghe a Rapporti con le associazioni, Sport, Attività ricreative. Il sindaco si è riservato le deleghe a Personale, Lavori Pubblici, Cultura, Turismo, Viabilità e Attività produttive. Per quel che riguarda i capigruppo, Francesco Paletti sarà quello di maggioranza e Eraldo Riccucci quello di minoranza.

Dopo i ringraziamenti di rito, Ciabocco ha pronunciato un breve discorso intorno ad alcuni concetti chiave quali comunità, condivisione, dialogo, anche con l’opposizione.
“Dalla dialettica tra idee e programmi che a volte si contrappongono - ha dichiarato il sindaco - e dal confronto tra coloro che pensano diversamente trae alimento la democrazia, maturano le società, si consolidano le comunità, e San Ginesio ne ha davvero bisogno. Dobbiamo tutti contribuire a un modello nuovo di paese, una comunità risoluta e pronta a rinascere partendo dalle persone e dai loro bisogni. Non basta solo fare, occorre fare bene, ma è oltremodo necessario che al fare si anteponga il pensare, e lo scegliere insieme nell’interesse di molti e non di pochi”.
La seduta si è animata nel momento in cui il sindaco ha voluto rendere conto di tutti gli ultimi fatti relativi al Nuovo Polo scolastico, dal parere contrario del Mibact agli incontri della nuova amministrazione con la struttura commissariale. “Ieri (mercoledì) il Commissario De Micheli mi ha comunicato che il Mibact si è preso altri due giorni di tempo - ha spiegato Ciabocco - per decidere la controproposta al precedente progetto, che consiste nel permesso di costruire il polo scolastico nello stesso sito già individuato con caratteristiche progettuali simili. Da parte mia ho ribadito che, anche nel caso che il Ministero accettasse la controproposta del Commissario, vorrei che tutte le eventuali modifiche fossero condivise con il Comune.
In questi giorni in molti hanno scritto sui mezzi di informazione e sui social in merito a scelte attese per il futuro di San Ginesio. Ebbene, a tutti dico che qualsiasi iniziativa e decisione sarà ponderata e condivisa nell’esclusivo interesse della comunità ginesina. Facciamo tutti insieme in modo che il domani possa appartenerci”.

Musei Borgo Conce: "Ora speriamo possa attrarre giovani e attività 4.0"
Oltre un milione di euro l’importo totale del progetto di recupero del Borgo Conce che ieri ha tagliato il primo importante traguardo. Mentre infatti stanno per essere conclusi i lavori di ristrutturazione di alcuni edifici adibiti ad abitazioni a canone sostenibile, ieri sono stati inaugurati i nuovi Musei Borgo Conce in quello che è esso stesso un museo a cielo aperto. All’interno, il museo del territorio, quello della manifattura e quello dell’elettricita. Parte della rete, anche la centrale idroelettrica di proprietà dell’Elettrochimica Ceci, che si trova dentro alla fabbrica e che su richiesta verrà fatta visitare.
Nell’allestire il museo dell’elettricità, è stata recuperata una vecchia centrale dell’Assem, insieme ad alcuni impianti e macchinari. Nel Borgo Conce infatti, fin dalla metà del ‘300 e inizi ‘400 si concentravano le attività artigiane e, più avanti, anche industriali, e fin dai primi del ‘900 il Potenza veniva sfruttato per produrre energia.

Poi con gli anni i Borgo è andato “perduto”, le attività si sono spostate ad eccezione dell’Elettrochimica Ceci, e i macchinari non vennero più utilizzati con l’avvento delle nuove tecnologie. Oggi però la zona è anche considerata centro di interesse storico poiché ha mantenuto, unica in tutta la Regione, la struttura tipica iniziale.
Al taglio del nastro che il sindaco Piermattei ha esteso non solo al museo ma a tutto il quartiere erano presenti anche il vicesindaco Vanna Bianconi, gran parte della giunta, Andrea Pancalletti responsabile del progetto di recupero, Manila Amici presidente dell’Assem, le famiglia Ceci, Grandinetti e Lucentini e Alberto Vignati, ingegnere elettronico che ieri ha anche fatto da guida ai presenti.
“Ho seguito quest’opera di recupero fin dal nostro insediamento in Comune - ha detto Bianconi - e mi ha molto appassionato perché è il borgo più caratteristico di San Severino per la storia che ha alle spalle. Essere qui è un bel traguardo”. Bianconi, che è anche assessore alla cultura, ha fatto sapere che domani avranno inizio le prime visite guidate in occasione di Nottambula, la notte bianca di San Severino. “Ci saranno guide turistiche d’eccezione, l’architetto Alberto Pancalletti e l’ingegnere Alberto Vignati che poi, in previsione del prossimo anno, istruiranno anche le guide”.

L’architetto comunale Pancalletti ha, da parte sua, raccontato come negli anni il Borgo abbia suscitato polemiche e come nessuno riuscisse nella riqualificazione: “C’è voluto l’intervento del pubblico che è riuscito a fare il primo passo con un’intesa fra il Ministero delle Infrastrutture, la Regione e il Comune. Ora speriamo che il progetto possa attrarre anche qualche giovane per industrie 4.0 o laboratori”.
A concludere, Manila Amici che ha voluto sottolineare l’importanza del Borgo e delle strutture inaugurate ieri nell’ottica della storia dell’azienda che rappresenta: “Questi sono i luoghi in cui l’Assem è nata. La risorsa idrica trasformata in energia non ha solo dato vita ad attività industriali e artigianali ma anche all’elettricità per la città. Le tecnologie sono cambiate - ha commentato - ma l’acqua garantisce sempre un’elevata quantità di produzione a contenuto impatto ambientale. L’Assem - ha poi annunciato prima di concludere - è disponibile a coinvolgere personale, soprattutto in pensione, che possa trasmettere e raccontare ai giovani quello che era l’impianto originario che è alla base di qualsiasi tecnologia che usa l’idroelettrico oggi”.
g.g.



Mattarella ad Esanatoglia: "Le scuole sono il punto di partenza per le comunità colpite dal sisma. Qui rappresento la vicinanza di tutto il Paese"
“Sono qui per dimostrare la grande e piena solidarietà da parte di tutto il Paese. La scuola rappresenta il punto di partenza di ogni comunità, condizione in cui tutte le famiglie si ritrovano”. Queste le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, stamattina ad Esanatoglia per l’inaugurazione della nuova scuola intitolata a Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Prima del taglio del nastro, ha fatto un breve giro nel centro storico della città insieme al sindaco Luigi Nazzareno Bartocci, e visitato la Villa del Seminario dove, ad attenderlo, c’era l’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro.
Presenti alla mattinata di festa, anche il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, il commissario straordinario Paola De Micheli, il presidente della Regione Luca Ceriscioli, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti e numerosi sindaci del cratere.
A fare gli onori di casa il primo cittadino che ha in primis ringraziato tutti quanti hanno dato il loro apporto per la realizzazione della scuola, a partire dalle Misericordie d’Italia e alle ordinanze commissariali per il finanziamento per fondazioni e opere di urbanizzazione.

Il grazie del sindaco anche al personale scolastico, che ha definito encomiabile e, ovviamente al Presidente: “Grazie per averci restituito la speranza. Questa struttura è stata possibile grazie al percorso della solidarietà. Dalle raccolte fondi dei dipendenti di importantissime imprese, dai dipendenti e lavoratori delle scuole pubbliche, dai cittadini e dai bambini che hanno visitato mostre, musei, orti botanici e da tanti, tantissimi privati che hanno contribuito. Questa struttura - ha aggiunto - è interamente frutto della solidarietà istituzionale e privata, che dovremmo saper custodire. Tutto frutto del nostro meraviglioso Paese che si chiama Italia”. Poi si è rivolto ai bambini, ai quali ha ricordato l’importanza di credere nelle istituzioni e di rispettarle.
Bartocci ha poi ricordato la necessità di proseguire la ricostruzione con progetti condivisi, con le necessarie diversificazioni per chi è stato maggiormente colpito ed un’unica connotazione: “Siamo e resteremo maceratesi”. Il ringraziamento anche al Commissario De Micheli, al Ministro Busetti, al governatore Ceriscioli e all’assessore Sciapichetti, a Cesare Spuri, direttore dell’ufficio ricostruzione e a Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile. Infine, le parole rivolte al Presidente Mattarella: “Il lavoro da fare in queste zone è grande, il diritto alla pubblica istruzione è irrinunciabile per il rilancio di questi territori. A Lei Presidente la mia ultima e più commossa considerazione: avere oggi nel nostro territorio la più alta carica dello Stato è segno del sentimento che unisce l’Italia e che oggi rappresenta. Lei oggi, con la Sua autorevole presenza, regala un po’ di sollievo a tutti noi e rinsalda quel profondo legame che i nostri territori hanno con la Patria. Grazie per averci regalato, con la Sua presenza, il calore e il sostegno dell’abbraccio di un padre. Oggi ancor di più ci sentiamo avvolti nel tricolore - ha concluso - in questa bandiera che accomuna il sacrificio dei nostri padri e la nostra volontà di dare un futuro ai nostri figli”.

Il governatore Luca Ceriscioli ha ricordato, da parte sua, lo spirito che ha animato fin dal principio la ricostruzione delle aree colpite nel 2016: quello di ripartire dalle scuole: “Ogni volta che si restituisce una scuola al territorio, prepariamo le radici del futuro. Sono comunità che rinascono dalle amicizie di questi bambini, che sono il cemento delle nostre piccole ma grandi comunità per bellezza, impegno civile e forza. Queste sono anche le caratteristiche tipiche dei marchigiani”. Poi i ringraziamenti ai sindaci e al Ministro che “ha colto appieno il senso di questa Regione. Le scuole avranno bisogno di insegnanti e personale. Noi vogliamo mantenere le cose come erano prima, perché sono la ragione che permetterà di scommettere ancora sul territorio. La sua presenza fin dai primi giorni fa ben sperare. Concludo - ha poi detto - con il ringraziamento al Presidente Mattarella. Tante volte ho avuto occasione di vederlo, e ogni volta per le nostre comunità è un’iniezione di energia straordinaria, ed è quello che ci fa guardare avanti. È il segno delle istituzioni unite che sono in grado di superare qualunque ostacolo”.
Ad inframezzare gli interventi delle cariche presenti, la piccola Virginia Rossi, sindaco dei bambini di Esanatoglia che ha paragonato la perdita delle aule della vecchia scuola, inagibile dopo il sisma, alle camerette: “Non avere più le nostre aule è stato un po’ come non avere più le nostre stanze, ovvero parte della nostra identità di ragazzi, alunni, cittadini. Ciò significa che non ci avete solo donato un edificio, ma anche una speranza e una promessa per il nostro futuro”.

Prima di lasciare la parola al Presidente della Repubblica, è intervenuta il Commissario De Micheli che ha parlato della presenza di Mattarella come la prova di quanto tutto il Paese voglia ricostruire i territori, nonostante le difficoltà burocratiche ed economiche. Rivolta ai sindaci ha ricordato il momento in cui li ha incontrati la prima volta “comprendendo appieno il significato della solitudine. Vedervi capaci di fare squadra e di costruire ed essere la spina dorsale della comunità della ricostruzione ha dato e darà a tutti la più grande soddisfazione di una carriera intera, quella di essere riusciti a dare una mano alle persone che rappresentate con la fatica di tutti i giorni”. Anche il Commissario ha ricordato la scelta di ripartire proprio dalle scuole per poi concludere salutando il Presidente Mattarella: “La Sua presenza serve anche a dare fiducia, perché se è vero che possiamo migliorare è anche vero che si può ricostruire e che ogni tanto la solitudine e la sfiducia ci prende ancora e ci dà un groppo alla gola. Vorrei che ci ricordassimo che ce l’abbiamo fatta anche in altre ricostruzioni. Questo terremoto è molto più grande di quelli degli ultimi decenni ma sono convinta che oltre alle buone leggi, lo spirito di fiducia può consentirci di vincere questa sfida. Se l’Italia ce la fa a ricostruire, queste aree potranno affrontare qualunque sfida”.

Da parte sua il Ministro all’istruzione si è detto a totale disposizione e ha promesso che si sarebbe immediatamente attivato per “il ripristino a regime del sistema d’istruzione delle aree del cratere”. Ha poi annunciato l’attivazione di una speciale task force che affiancherà e supporterà l’ufficio scolastico regionale: “Attiverò subito gli uffici del ministero - ha poi aggiunto - per far sì che predispongano tutto il necessario per garantire il diritto allo studio dei vostri giovani. Tutto passa per l’istruzione e abbiamo il dovere di assicurare un’istruzione di qualità. La Sua presenza, Presidente, oggi rappresenta la vicinanza del popolo italiano a questa comunità. Le sono grato per ciò che ha fatto, farà e continuerà a fare a servizio del Paese. È un modello per tutti noi”.

A concludere, prima del taglio del nastro con la benedizione dell’arcivescovo Brugnaro, il Presidente Mattarella che si è complimentato con tutti i bambini presenti per la pazienza, e per la perfetta esecuzione dell’Inno di Mameli insieme alla banda. Poi ha ricordato i significati della sua presenza ad Esanatoglia: “In primo luogo, la scuola è luogo che rappresenta il punto di partenza delle comunità così gravemente colpite ed è la condizione in cui tutte le famiglie di una stessa comunità si incontrano, si ritrovano, sono attente e partecipi. È inoltre un’occasione che esprime grande senso di solidarietà, quella che è caratteristica del nostro Paese e che lo fa grande. Ringrazio i donatori e chi ha collaborato. In Italia la solidarietà è ampiamente praticata - ha affermato - meno narrata di tante altre cose ma molto più consistente, protagonista. È infine un significato di rilancio del territorio. Questa giornata è anche l’esempio dell’impegno delle istituzioni, da quelle locali a quelle nazionali a seguire e agevolare il percorso di ricostruzione. Oggi siamo qui - ha detto rivolgendosi ai sindaci - ma è come se fossimo in ciascuna delle vostre città. Grazie per quanto fate. Tutti voi avete la grande e piena solidarietà di tutto il Paese ed è questo che voglio testimoniare".
Gaia Gennaretti












5.000 visitatori alle Feste Medievali di ELCITO
Sarà forse per l’instabilità (anche della terra, visto il recente sisma…) dei tempi attuali, di grandi cambiamenti, politici, sociali ed economici; o forse per l’amore del nostro «io bambino» verso il magico mondo del Medio Evo; o anche per il desiderio di vivere un intero weekend, dopo l’annullamento della serata di venerdì 22 giugno per l’allerta maltempo, ma un flusso di visitatori come quello di cui si è preso atto al termine della manifestazione riempie di orgoglio gli organizzatori dell’Associazione Palio dei Castelli, promotrice delle Feste medievali al suggestivo borgo di Elcito. Sono state stimate intorno alle 5.000 le persone che sono salite alla frazione di San Severino, posta ad 800 metri di altezza, sabato 23 e domenica 24 giugno, per vivere l’epilogo della 39^ edizione del Palio, in onore del patrono San Severino, molte delle quali provenienti dalla provincia dorica. Di giorno gli ospiti sono stati allietati dall’allegro vociare dei mercanti, dal lavoro sapiente degli artigiani, dall’abilità dei giocolieri e dal volo dei rapaci che hanno incantato tanto i piccoli, quanto i grandi.

Di notte hanno prevalso il fascino degli accampamenti militari, le gesta eroiche dei belligeranti della compagnia Grifone della Scala, degli arcieri e dei balestrieri, con apprezzati sketches degli armigeri a tema. Negli angoli più reconditi del «Tibet delle Marche» è stato possibile apprezzare le evoluzioni dei saltimbanchi, le melodie dei musici e le occulte predizioni delle cartomanti. Il tutto avvolto in un’atmosfera senza tempo e ricca di fascino, all’insegna della contrapposizione manichea fra bene e male, del contrasto tra cielo e terra, giorno e notte. Fra le chicche della due giorni, resa possibile grazie anche alla collaborazione della Pro Elcito e dell’Amministrazione comunale, che ha fornito un bus navetta in moto perpetuo dall’abbazia di Valfucina per condurre gli ospiti fino allo sperone roccioso di Elcito, i mercatini di gran parte dei Castelli in gara la settimana precedente. Dai lupini, i cantucci e le «coccette» di rione di Contro agli scudi ed alle spade in legno proposti da Villa di Cesolo, trionfatrice nel Palio baby, per terminare con i dolci di ogni tipo e per tutti i gusti del Castello di Colleluce, campione in carica fra i grandi. Non può che essere positivo, al termine, il giudizio sull’intera manifestazione da parte dei vertici dell’Associazione Palio, che si apprestano a vivere i prossimi 365 giorni all’insegna dei lunghi preparativi per l’edizione del Palio numero 40.

Domani riapre al traffico il viadotto di Moscosi
Riaprirà al traffico domani il viadotto di Moscosi di Cingoli.
La più grande opera del cratere sarà inaugurata alle 11.30 dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giancarlo Giorgetti.
Il viadotto, lungo 550 metri, posto sull’omonima diga artificiale era stato gravemente danneggiato dalle scosse che si sono susseguite dal 24 agosto 2016.
Era rimasto chiuso al traffico dal 30 novembre dello stesso anno, per essere riaperto in una sola corsia nel mese di settembre 2017.
“Con il completamento dei lavori – scrive in un post su Facebook il sindaco della città, Filippo Saltamartini - viene restituita al territorio un’importante strada comunale che potrà far ripartire le esigenze di sviluppo di una provincia, quella di Macerata gravemente menomata dal terremoto del 2016.
Ringrazio gli ingegneri del Comune per aver realizzato il progetto preliminare e gli ingegneri del Consorzio di Bonifica per aver diretto i lavori ed emanato il bando di appalto.
Si tratta – ha aggiunto - di una bella storia di efficienza del sistema pubblico se si tiene conto che per le altre opere del cratere ancora devono partire le procedure, senza trascurare l'economicità dell'opera, posto che non vi sono stati conflitti o contestazioni di sorta”.
Giulia Sancricca
Mattarella ad Esanatoglia visita anche la Villa del Seminario. L'arcivescovo Brugnaro: "Conclusione felice di un lungo percorso".
Un dono, quello che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella farà all’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro domani mattina in occasione della sua visita ad Esanatoglia. La visita, in occasione dell’inaugurazione della scuola media intitolata a Carlo Alberto Dalla Chiesa, prevede infatti anche un passaggio alla Villa del Seminario, poco fuori la cittadini.
Si tratta di una residenza ristrutturata con i fondi del terremoto del 1997 che oggi accoglie una 50ina di studenti universitari del Collegio Bongiovanni di Camerino, lesionato e delocalizzato a seguito del sisma del 2016. La dimora ospita anche, unica nell’arcidiocesi, campi scuola e attività della vita pastorale.
“Sono molto contento - afferma l’arcivescovo Brugnaro - perché il Presidente Mattarella ha accondisceso a visitare la Villa del Seminario. Per noi è la conclusione felice di un lungo percorso. Siamo onorati di ricevere la prima carica dello Stato ma anche estremamente grati nel completare l’opera che abbiamo dedicato alla vita di un collegio”.
Infatti alla ristrutturazione della residenza ha collaborato la Caritas nazionale, domani rappresentata da don Andrea La Regina e da altre fonti di beneficenza e finanziamento, compresa la legge sulle delocalizzazioni.
“È frutto - torna poi a dire - anche degli sforzi che la nostra diocesi ha fatto insieme alla Ma.So.Gi.Ba, la Fondazione Maria Sofia Giustiniani Bandini (la principessa che donò il castello di Lanciano alla diocesi di Camerino-San Severino, ndr) per dare un segnale importante. Mi permetto di aggiungere - sottolinea - seppur con modestia, che si tratta di una cosa importante anche per la stessa Esanatoglia poiché i giovani ospiti della Villa animano la cittadina e vanno a beneficio della comunità che li accoglie”.
Infine Brugnaro torna a ringraziare tutti quanti hanno a vario titolo lavorato all’opera che ha definito un “grande segno di solidarietà” che ha fatto seguito alla difficile condizione in cui la diocesi si è trovata dopo il sisma.
“Questo sentimento di gratitudine - conclude - ci permette di sperare concretamente nei miglioramenti, anche se talvolta la speranza perde un’ala”.
Gaia Gennaretti
Al via oggi "La lunga marcia"
Parte oggi da Fabriano la settima edizione della Lunga Marcia nelle Terre Mutate, un viaggio evento che porterà i camminatori, il prossimo 8 luglio, fino a L’Aquila.
Si marcia per promuovere un turismo sostenibile e contribuire al rilancio economico e sociale delle Terre Mutate anche tramite la conoscenza dei progetti di rinascita delle comunità locali che resistono e intendono ricostruirsi un futuro dopo gli eventi sismici.
Dodici le tappe del cammino, molti i momenti di condivisione. I camminatori saranno accolti venerdì prossimo a Fiastra dalla comunità locale e da alcune associazioni che hanno aderito con spirito partecipativo all'evento.
Di seguito il calendario della manifestazione:
27 Giugno Fabriano (MC) – Matelica (MC)
28 Giugno Matelica (MC) – Camerino (MC)
29 Giugno Camerino (MC) - Fiastra (MC)
30 Giugno Fiastra (MC) – Ussita (MC)
1 Luglio Ussita (MC) – Campi di Norcia (PG)
2 Luglio Norcia (PG) - Castelluccio di Norcia (PG)
3 Luglio Castelluccio di Norcia (PG) – Arquata del Tronto (AP)
4 Luglio Arquata del Tronto (AP) - Accumoli (RI)
5 Luglio Accumoli (RI) - Amatrice (RI)
6 Luglio Amatrice (RI) – Campotosto (AQ)
7 Luglio Campotosto (AQ) – Collebrincioni (AQ)
8 Luglio Collebrincioni (AQ) – L’Aquila (AQ)
Giulia Sancricca
